IL BULLISMO, parte I – BULLISMO O NON-BULLISMO?

8 pensieri su “IL BULLISMO, parte I – BULLISMO O NON-BULLISMO?”

  1. Buonasera, ritengo che l’argomento trattato in questo articolo riguardi uno dei principali temi di attualità; il problema del bullismo, che purtroppo affligge in particolare i giovani nell’età dell’adolescenza e di cui spesso se ne sente parlare solo in occasione di fatti ‘gravi’ realmente accaduti, molto probabilmente imperversa nella quotidianità di tutti i giorni. Il problema a mio giudizio è che spesso, chi lo subisce e peggio ancora chi fa da spettatore, spesso non ha la forza di denunciarlo per paura di ripercussioni ancora più gravi. E’ giusto che se ne parli e che se ne affronti la tematica anche negli ambienti scolastici mediante il supporto di persone qualificate che aiutino e sostengano i ragazzi ‘ più deboli’ ad affrontare e a denunciare eventuali atti di bullismo. Ora, dopo la lettura di questo articolo, che ritengo molto chiaro ed esaustivo anche per i ‘non addetti al lavoro’, ho sicuramente una visione più ampia ed allo stesso tempo più dettagliata del fenomeno. A presto!

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    1. Buonasera a lei, Maria Grazia!
      Mi ha fatto molto piacere leggere questo suo commento.
      Purtroppo è proprio così, gli episodi di bullismo si verificano ovunque nel mondo e pressoché ogni giorno. Esattamente come avviene per altri fenomeni, però, essi riscuotono una risonanza mediatica alterna e vengono considerati degni di informazione soprattutto nei momenti in cui tali fatti di cronaca potrebbero essere capaci di risvegliare – o, a volte, solamente attirare – l’attenzione delle persone su eventi di cui altrimenti le loro menti sarebbero già sature.
      L’opera di sensibilizzazione sul bullismo è invece fondamentale, specialmente perché spesso si pensa di conoscere tutte le sue caratteristiche ed implicazioni, quando in realtà sono troppo spesso banalizzate, sminuite o semplicemente guidate dal senso comune.
      La scuola, in tal senso, si rivelerebbe un contesto di elitaria importanza, anche se a volte gli interventi che in esse si effettuano al riguardo – quando presenti – sono tutt’oggi scarni o troppo poco mirati.
      La invito a seguire i futuri articoli della sezione “Bullismo”, dato che uno di quelli che ho già in programma di scrivere sarà proprio incentrato sul ruolo dei cosiddetti “spettatori” nel rinforzo e mantenimento di tali condotte da parte dei bulli.
      La ringrazio infine per aver apprezzato il mio articolo: il mio scopo è infatti proprio quello di diffondere una maggiore cultura psicologica e sociale anche – e soprattutto – tra chi non è uno specialista del settore, e sapere che ora reputa di avere una visione più dettagliata e realistica del fenomeno del bullismo a scuola è motivo per me di grande soddisfazione.
      La saluto, alla prossima!

      Dott. Jacopo Pesenti

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  2. Buongiorno Jacopo, purtroppo sono una mamma il cui figlio “è stato preso di mira”, ripensando agli episodi di violenza che ha subito da bambino sento una stretta al cuore. Una volta i suoi amici e compagni di scuola lo hanno imbrattato con delle uova marce, un’altra volta l’hanno ricoperto di schiuma spray dalla testa ai piedi, poi ancora l’hanno tenuto fermo in quattro mentre uno lo picchiava. Io e mio marito abbiamo avvisato i genitori per poter parlare di quanto era successo, ma con sgomento abbiamo ricevuto la disponibilità solo da una coppia di essi…..
    Abbiamo quindi esposto il caso allo psicologo che allora era presso la scuola, che ci ha suggerito qualche seduta con nostro figlio. Un tardo pomeriggio dopo una di queste sedute, è tornato a casa dicendo che gli era stato rubato il giubbetto nuovo che a lui piaceva tanto. Dopo alcune ricerche, del giubbetto neanche l’ombra!
    Solo dopo un paio di giorni abbiamo trovato un pezzo del giubbetto bruciato, ma riconoscibile, sotto il cancello del cortile in cui viviamo. Una volta un ragazzino gli ha detto “tua mamma è una mongola”, io ho detto a mio figlio che questo suo “compagno” era un ignorante, perchè la Mongolia è una nazione e quindi mongola è una sua abitante e non un insulto. Passano gli anni, ma la situazione persiste con altri ragazzi che gli sputavano sul pallone, gli bucavano le gomme della bici, gli portavano via il campanello se non la stessa bici…….
    Io ho sempre cercato di far capire ai mie figli che bisogna cercare il dialogo con le persone, cercare di comprendersi e di comprendere il perchè alcuni agiscono con la violenza, con la cattiveria atta a ferire non solo fisicamente, ma anche moralmente, che molte volte è quello che fa più male e che lascia cicatrici profonde, a volte difficili da guarire. Oggi sono fiera di mio figlio, perchè nonostante tutto è un ragazzo indipendente, intraprendente e si muove molto bene nel mondo (lui è uno spirito “zingaro”) e sa farsi rispettare per quello che vale e per quello che fa e i suoi amici lo amano e nonostante lui sia molto spesso all’estero per lavoro, al suo ritorno, sono sempre felici di rivederlo e molte volte passano anche a casa nostra, nonostante la sua assenza, per scherzare con me e le sue sorelle e farci capire che su di loro possiamo contare.
    La vita molte volte è crudele, le persone spesso sono crudeli, e cercare un punto di incontro senza arrivare ad essere “bulli” è una sfida che bisogna saper affrontare, per poter essere migliori, più forti, più determinati e poter dire io ce l’ho fatta, nonostante tutto.
    Chiedo scusa se mi sono dilungata, ma il “BULLISMO” è un argomento, che come avrete capito, mi ha toccato in prima persona e non ho potuto fare a meno di riportare le tristi esperienze passate. Concludo dicendo che un aiuto professionale sia fondamentale per ricevere consigli e speranza, anche se questo mondo purtroppo di speranze non ne regala molte, ma la volontà ci viene in aiuto. Quindi non arrendiamoci, ma cerchiamo un consiglio amico. Come si dice: “aiutati che il ciel ti aiuta”. Un ciao a tutti. Patrizia.

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  3. Buongiorno,
    è molto triste il dilagare di questo fenomeno ma esisteva anche ai miei tempi e ci si doveva difendere da sè o sopportare.
    Io sono intervenuta una volta a 7 anni sul pullman del nostro paese, distraendo il bullo con dei guanti lunghi di pelle verdi che avevo vinto alla lotteria dell’oratorio. La persona presa di mira era una ragazzina cicciottella figlia del negozio di alimentari. Ammetto che mi dava molta noia questo comportamento.
    Anche sul pullman delle Medie dei miei nipoti esistono i bulli ma sono stati lasciati a casa per settimane dopo aver convocato i genitori da parte della scuola media e del titolare del mezzo.
    Qualcosa si fa anche nelle scuole per sensibilizzare e difendere i ragazzi, tuttavia il fenomeno è in aumento ed è quasi accettato dalla maggior parte della gente che spesso non interviene per ovvi motivi di paura e ritorsioni.
    Io ho invece subito sul lavoro spesso una sorta di mobbing solo perchè ero diversa dal gruppo, più sensibile di altri e questo non lo trovo giusto.
    Inoltre io sono permalosa e rimugino una volta tornata a casa, ma questo è un mio problema da risolvere.
    Con questo vi saluto e arrivederci a presto.
    Paola B.

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    1. Buongiorno Paola,

      mi fa piacere sapere che nell’occasione che lei ha menzionato ha preso la decisione – e ha avuto il coraggio – di intervenire in favore della vittima, a maggior ragione avendo lei all’epoca soltanto sette anni.
      Ha agito davvero bene.
      E’ fondamentale fare del nostro meglio per contrastare, possibilmente sul nascere, ogni episodio di bullismo cui ci troviamo ad assistere.
      Inoltre, mi sorprende molto – ovviamente in positivo – che la scuola da lei citata abbia adottato delle misure nei confronti dei bulli presenti sull’autobus dove si trovavano anche i suoi nipoti.
      Sebbene sia un inizio, è un importante passo di ammissione che qualcosa non va e che merita attenzione, attenzione che – trattasi di bambini, adolescenti, adulti o istituzioni – non è affatto scontato ricevere.
      La ringrazio per il suo commento e anche per aver condiviso la sua esperienza con gli altri lettori.
      Arrivederci a lei e a presto!

      Dott. Jacopo Pesenti

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