L’ ACROMATOPSIA – UN MONDO SENZA COLORI

Un pensiero su “L’ ACROMATOPSIA – UN MONDO SENZA COLORI”

  1. Buonasera Jacopo, della patologia di cui si scrive in questo articolo personalmente non ne avevo mai sentito parlare. Certo ho sentito parlare della retina, della visione notturna e della visione diurna, della fotofobia, ma di coni (a meno che non siano forme geometriche o di gelato) e di bastoncelli non ne sapevo nulla, figuriamoci riguardo gli altri termini, sinceramente sono ignorante in materia. So che ci sono delle persone daltoniche, cioè con un difetto genetico della vista che impedisce loro di distinguere alcuni colori, ma che comunque anche se in maniera distorta riescono a percepirne altri, ma il termine ACROMATOPSIA non l’avevo mai sentito e non sapevo potesse essere una patologia così debilitante.
    Se penso ai colori che madre natura ci propone in ogni stagione e in ogni luogo della Terra, così diversi e perciò affascinanti nelle loro sfumature esotiche…… il solo pensiero di non poterli più vedere mi manda in crisi. Già viviamo in un mondo alquanto incasinato, sempre più povero di poesia e di umanità, dove l’amore non è un sentimento scontato, dove l’avidità di ricchezza e di potere di pochi preclude il diritto alla felicità ed alla dignità di una vita degna di essere chiamata tale al resto dell’umanità, cosa sarebbe delle nostre anime ferite se non ci fossero più i colori a stimolare, lenire e consolare il nostro spirito inquieto? Quale gioia si potrebbe provare in un mondo tutto grigio? Si dice che “Il mondo è bello perché è vario”, ed i colori sono le emozioni di questo essere vario. Senza emozioni non ci sarebbero i sentimenti e senza sentimenti saremmo solo dei gusci vuoti, saremmo terra sterile. Pensiamo alle varie opere d’arte, se fossero tutte in bianco e nero o grigie (anche se alcune opere, fotografie e altro, sono molto belle in bianco, nero e grigio), quali stimoli, quali emozioni potrebbero risvegliare in noi? Io penso che i nostri sensi ne risentirebbero tutti, perché credo che siano connessi tra di loro e venendo a mancare anche un po’ di uno o dell’altro comporterebbe degli sbalzi d’umore e di disequilibrio psichico e fisico non trascurabili, infatti la primavera con tutti i suoi colori, i suoi profumi e il suo rinnovarsi d’abito tutti gli anni ci fa capire che la vita prosegue e anche noi esseri umani, con tutto il nostro affanno, con tutti i nostri dolori, con le nostre sconfitte possiamo sconfiggere il gelo dell’inverno che affligge i nostri cuori.
    Allora dico: <>. Godiamoci i piaceri che la vita ci dà, perché la serenità non sempre è duratura e quindi bisogna cogliere il positivo delle cose a piene mani quando ce n’è data l’opportunità.
    Un saluto a tutti. Patrizia

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